"Ottobre 1900" L'Ora del Mondo
Presiede il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinale Prisco
La Vergine di Pompei entra la prima volta nell’Ospizio dei Figli dei Carcerati
Nel fondo della piazza sorgerà un'Assida temporanea dove sarà deposta per quell'ora solenne l'Immagine Prodigiosa della Vergine di Pompei; ed accoglierà il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinal Prisco con i Prelati ed i Sacerdoti che intoneranno l’Inno del Signore. Nel momento che l'Immagine sacrata verrà pubblica venerazione su quella improvvisa Ara si udirà esposta alla cantico, come lontano eco di un canto di angeli, ripetendo le un fatidiche parole che la Chiesa militante volge a Maria:
Ave, Regina Cœlorum!
Ave, Domina Angelorum!
Salve, radix, salve, porta,
Ex qua mundo Lux est orta!
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa!
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora!
Sarà un coro di cento Orfanelle salvate dalla clemente Regina del Rosario, che inneggeranno alla loro augusta Salvatrice esprimendole gli affetti vivissimi racchiusi in quei versi latini, che significano:
- Noi ti salutiamo, o Regina dei Cieli! noi ti salutiamo, o Signora degli Angeli, salve o Radice di ogni nostro bene; salute a Te, che sei la Porta donde a noi è venuta la Luce del Paradiso. Rallegrati, o Vergine gloriosa, tra tutte la più eletta! Salve, oh bella tanto, e prega per noi il tuo Figliuolo Gesù Cristo.
Per tanti anni la Signora Nostra del Rosario ha accolta la Supplica del mondo, nel mezzodì dell'8 Maggio e nel mezzo dì della Prima Domenica di ottobre, dal suo Trono di marmi e di ora nel suo eletto Santuario, nella dimora delle sue predilette Orfanelle. Questa volta nel giorno del suo primo Giubileo riceverà la Supplica del mondo nel Tempio della Carità universale, nella Casa dei poveri Figli dei Carcerati.
Sarà quella la prima volta che la Regina nostra delle Vittorie uscirà incoronata dalla sua Reggia per visitare e benedire la Casa della carità del mondo, l'Ospizio dei figli Suoi prediletti, val dire dei fanciulli che furono i più abbandonati.
Sull'altare di quell'Assida, verrà esposto il Divin Redentore nel Sacramento, ed ai suoi piedi verrà recitata la consueta Supplica del mondo alla Potente Regina delle Vittorie, a cui risponderà un coro di migliaia e di migliaia di fedeli prostrati sulla polvere. E se ogni volta Ella, Madre delle grazie, ha benedetto in quell'ora i figli suoi che la supplicarono quale Regina, spargendo copiosi i celesti favori; che cosa Ella non farà a mezzodì del 7 Ottobre, nella ricordanza solenne del suo primo ingresso nella Valle di Pompei, quando i popoli la ringrazieranno dei miracoli che ha prodigati al mondo per venticinque anni continui, e quando per la prima volta sarà entrata nella Casa dei Figli dei Carcerati, e per la prima volta, nella piazza convertita in Chiesa, avrà accolto i gemiti e le lacrime Supplichevoli del mondo intero.
(Autore: Bartolo Longo)
*La Supplica del mondo nella piazza dell'Ospizio dei Figli dei Carcerati
Sono presso le 11. L’ora segnata, e tanto aspettata, dalla Processione trionfale della Vergine di Pompei. Sull’ampia via Sacra la trionfale Processione si spiegò in tutta la sua magnificenza. Come la Santa Immagine toccò la terra su cui sorge l’Asilo della più grande carità verso la classe dell’infanzia più misera, si alzò un cantico, gentile, melodioso di voci argentine di fanciulli accompagnati da due concerti musicali.
Dall’orologio del Santuario giungono lenti e gravi i rintocchi del mezzogiorno.
È il momento solenne, il momento tanto aspettato e tanto invocato.
È l’ora del mondo. Un silenzio profondo invade la moltitudine. Si comincia le preghiera mondiale, la Supplica alla Vergine di Pompei. Le prime parole escono decise ma tremule dalle labbra della moltitudine. Il suono di quelle migliaia di voci rassomiglia al fremito delle onde dell’oceano poco prima della tempesta.
Molti, vinti da commozione inesprimibile, con la gola chiusa dai singulti, non possono parlare, e seguitano mentalmente la preghiera. E quando il sacro oratore pronunziò le ultime parole della Supplica: O Rosario benedetto di Maria… noi non ti lasceremo mai più; tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegna, delle migliaia di persone che gremivano il piano non una si mosse: tutti rimasero prostrati, assorti ancora nella preghiera, quasi rapiti dalla dolcissima estasi del momento.
(Autore: Bartolo Longo)
I Vescovi dell'Orbe alla trionfale processione dell'Immagine Pompeiana
La universalità del culto alla Vergine di Pompei è stata uno dei contrassegni divini per cui l'Opera pompeiana viene da tutto il mondo venerata ed amata come opera di Dio.
Questo fatto dell'universalità e dell'apostolicità del Santuario di Pompei è cominciato a dimostrarsi sin dall'inizio di questa opera santa.
Ventiquattro anni indietro non era ancora ben conosciuta in Napoli l'opera di un Tempio a Pompei, quando già avemmo le prime offerte dall'Inghilterra, per mezzo di Lady Herbert madre di Lord Pembroke; e dall'America per mezzo di un Missionario Cappuccino del Brasile, Padre Fra Salvatore Bressi.
Il fastigio del Santuario di Pompei è sembrato di anno in anno raggiungere il suo culmine pel corso di venticinque anni; ed ognuno ogni anno reputava che quella data festa segnasse l'apogeo delle glorie della Vergine del Rosario e dell'Opera qui sorta pei suoi miracoli. Ma invece è avvenuto un fatto, che ci fa annichilare per l'umiliazione, ogni volta che vi torniamo su col pensiero.
Nell'8 Maggio del 1876 era un Vescovo, il capo della Diocesi di Nola, che poneva la prima pietra di quest' Opera divina, di quest'Opera che niuno allora prevedeva che sarebbe stata di ordine universale.
Undici anni appresso, cioè nell'8 Maggio 1887, si consacrava il primo altare di questo Tempio, divenuto oggi Santuario noto al mondo; ed alla incoronazione della già vecchia e sdrucita imagine del Rosario incedevano processionalmente tre illustri presuli successori degli apostoli: il Cardinal Monaco La Valletta, il medesimo Vescovo di Nola Monsignor Formisano, e Monsignor Bressi Vescovo di Bovino.
Il primo era mandato dal fianco del Papa a rappresentarlo nell'incoronazione di questa Immagine Prodigiosa; il secondo era il Capo di questa Diocesi, già eletto dai consigli dell'Eterno a consacrare la prima pietra di questo trono universale delle grazie; il terzo era quel frate missionario Cappuccino che aveva mandato le prime offerte dall'America, e rappresentava le nazioni straniere ai piedi della Vergine di Pompei.
Passarono altri quattro anni, e nel 7 Maggio 1891 si consacrava il Santuario di Pompei dedicato alla Regina del SS. Rosario. Pareva allora che le glorie di questo Santuario non potessero essere maggiori; giacché per trenta giorni consecutivi, quanto durarono le feste della dedicazione del Tempio, vennero qui a dire le lodi di questa Regina, ben trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali. Sicché la Vergine di Pompei in trenta giorni continui, dall'8 Maggio all'8 Giugno 1891, accolse nel suo seno trentatré degni successori degli Apostoli di Gesù Cristo.
Ma ora nel giorno solennissimo del Venticinquesimo anniversario dell'arrivo della Vergine in questa Valle abbandonata, nel giorno in cui si solennizzeranno insieme tutti i trionfi di questa potente Regina riportati pel corso mai non interrotto di Venticinque anni, la Valle di Pompei sarà ammirevole per uno spettacolo nuovo. Se nel 1891, trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali furono visti qui per trenta giorni di seguito; trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali si vedranno qui raccolti in una sola giornata, nella giornata imperitura del 7 Ottobre.
I figli della Vergine di Pompei venuti da ogni parte dell'Orbe a portare in trionfo la loro Madre, ammireranno una processione di Vescovi ammantati di bianco Piviale e con mitra preziosa in testa precedere la Sacra Immagine.
A gara questi eletti rappresentanti degli Apostoli di Cristo pel corso di tanti anni nelle loro Diocesi hanno introdotto la devozione e il culto alla Vergine di Pompei; ed ora con una nobile gara quasi tutti han risposto al nostro appello, e ci hanno inviati pel di solenne dell'Apoteosi di Nostra Signora i loro stendardi, i loro stemmi, e molti di essi di persona verranno ad onorarla nella solenne processione.
Già ci han risposto che verranno, mandando anche precedentemente i loro stendardi: l'Eminentissimo Cardinale Achille Manara Arcivescovo di Ancona; Mons. Renzullo Vescovo di Nola, l'eletto da Maria a successore del Primo Vescovo fondatore del Santuario di Pompei Mons. Formisano; l'Abate D. Benedetto Bonazzi della Badia di Cava dei Tirreni; Mons. Antonio M. Buglione Arcivescovo di Conza e Campagna; Mons. Giulio Vaccaro Arcivescovo di Bari; Mons. Valerio Laspro Arcivescovo di Salerno; Mons. Carmelo Pujia Vescovo di Anglona e Tursi; Mons. Gennaro Cosenza Vescovo di Caserta; Mons. Giulio Tommasi Vescovo di S. Angelo dei Lombardi; Mons. Michele Zezza dei Baroni di Zapponeta Vescovo di Pozzuoli; Mons. Luigi Del Forno Vescovo di Nocera dei Pagani; Mons. Michele De Iorio Vescovo di Castellammare di Stabia; Monsignor Serafino Angelini Vescovo di Avellino; Mons. Giovanni Vescia Vescovo di Policastro; Mons. Giuseppe Izzo Vescovo di Cava dei Tirreni; Mons. Francesco D'Albore Vescovo di Monopoli; Mons. Felice De Siena Vescovo di Caiazzo; Mons. Domenico Taccone Gallucci Vescovo di Nicotera e Tropea; Mons. Salvatore Palmieri Arcivescovo di Brindisi e Amministratore Perpetuo di Ostuni.
(Da: Il Rosario e la Nuova Pompei - Anno decimosettimo - 1900 - Autore: Bartolo Longo)