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Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei

Ora del Mondo 1900-1924

Il Santuario > L'Ora del Mondo

"Maggio 1900" L'Ora del Mondo

8 maggio 1900, martedì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco
Festa propria della Vergine di Pompei in tutto il mondo
In questo giorno dedicato dalla Chiesa Universale a commemorare l’Apparizione dell’Arcangelo S. Michele, il gran Difensore e Custode del Santuario di Pompei, il mondo dei fedeli solennizza la Festa propria della Vergine di Pompei in tutti i luoghi della terra ove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana.
E nel Santuario di Pompei è questa la Festa propria delle sue origini e dei miracoli della Regina del Rosario; per cagione dei quali si è in tutto il mondo introdotta questa festa al tutto nuova in onore della Vergine di Pompei.
Ed in questo giorno non solo in Italia ed in Europa, ma e nell’America, e nelle Indie, e nella Cina, e nell’Africa, e nell’Australia, ovunque si trova esposta un’Immagine partita da questo Santuario di elezione, i fedeli fanno corona a questa Madre di Misericordia, e si riconciliano con Gesù per mezzo della Sacramentale Penitenza, e si uniscono con Gesù per mezzo del Sacramento Eucaristico, e tutti ad una voce, nella medesima ora di mezzodì la pregano con la devota Supplica.
L’otto maggio è il gran giorno delle Commemorazioni e dell’origine del Santuario di Pompei.
Nel giro di soli ventiquattro anni si sono compiute con la sensibile protezione dell’augusta Regina del Rosario di Pompei tante Opere di Carità e di Beneficenza che formano ora la meraviglia del mondo, e che all’occhio degli uomini avrebbero richiesto il giro almeno di un secolo.
Tutte queste Opere furono sempre iniziate nel giorno otto maggio, che è il giorno memorabile della Storia di Valle di Pompei; a cominciare dalla Prima Pietra del Santuario, e terminare alla Consacrazione di esso ed alle istituzioni di Opere di Beneficenza educatrice di povere Orfanelle e di derelitti Figli di Carcerati; ed è questo pure il giorno anniversario della solenne Incoronazione di Nostra Signora di Pompei.
Orario. — Ore 9,45 a. m. Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 a. m. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione Generale con colloquio dell’Ill.mo e Rev.mo Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito dei Pellegrini di Napoli. Inno a S. Michele Arcangelo, Protettore e Difensore del Santuario di Pompei, coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 a. m. Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì. Recitazione in comune della preghiera del mondo: LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; e questa prece comune si ripete, tradotta in moltissime lingue, in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. — Solenne Benedizione.
L'Eminentissimo Principe della Chiesa di Napoli e Vicario del Sommo Pontefice pel Santuario di Pompei, il Cardinale Giuseppe Prisco, reciterà anch'egli col popolo la devota Supplica alla Vergine del Rosario di Pompei.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove si trova esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi, che si celebra all'Altare Maggiore o agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio. — (Breve del Santo Padre Leone XIII, 29 marzo 1887, e Rescritto del 3 giugno 1893).
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
N. B. — In questo anno del Giubileo di Roma sono sospese le Indulgenze per la persona propria, ma tutte sono applicabili per le Anime sante del Purgatorio.
Ore 7 di sera. Recitazione del Rosario. — S' incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 maggio, ma ancora dalla solennità del trascorso ottobre insino a questo giorno faustissimo.
Canto delle Litanie e Benedizione solenne.
(Autore: Avv. Bartolo Longo)

"Ottobre 1900" L'Ora del Mondo
Presiede il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinale Prisco

La Vergine di Pompei entra la prima volta nell’Ospizio dei Figli dei Carcerati
Nel fondo della piazza sorgerà un'Assida temporanea dove sarà deposta per quell'ora solenne l'Immagine Prodigiosa della Vergine di Pompei; ed accoglierà il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinal Prisco con i Prelati ed i Sacerdoti che intoneranno l’Inno del Signore. Nel momento che l'Immagine sacrata verrà pubblica venerazione su quella improvvisa Ara si udirà esposta alla cantico, come lontano eco di un canto di angeli, ripetendo le un fatidiche parole che la Chiesa militante volge a Maria:
Ave, Regina Cœlorum!
Ave, Domina Angelorum!
Salve, radix, salve, porta,
Ex qua mundo Lux est orta!
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa!
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora!
Sarà un coro di cento Orfanelle salvate dalla clemente Regina del Rosario, che inneggeranno alla loro augusta Salvatrice esprimendole gli affetti vivissimi racchiusi in quei versi latini, che significano:
- Noi ti salutiamo, o Regina dei Cieli! noi ti salutiamo, o Signora degli Angeli, salve o Radice di ogni nostro bene; salute a Te, che sei la Porta donde a noi è venuta la Luce del Paradiso. Rallegrati, o Vergine gloriosa, tra tutte la più eletta! Salve, oh bella tanto, e prega per noi il tuo Figliuolo Gesù Cristo.
Per tanti anni la Signora Nostra del Rosario ha accolta la Supplica del mondo, nel mezzodì dell'8 Maggio e nel mezzo dì della Prima Domenica di ottobre, dal suo Trono di marmi e di ora nel suo eletto Santuario, nella dimora delle sue predilette Orfanelle. Questa volta nel giorno del suo primo Giubileo riceverà la Supplica del mondo nel Tempio della Carità universale, nella Casa dei poveri Figli dei Carcerati.
Sarà quella la prima volta che la Regina nostra delle Vittorie uscirà incoronata dalla sua Reggia per visitare e benedire la Casa della carità del mondo, l'Ospizio dei figli Suoi prediletti, val dire dei fanciulli che furono i più abbandonati.
Sull'altare di quell'Assida, verrà esposto il Divin Redentore nel Sacramento, ed ai suoi piedi verrà recitata la consueta Supplica del mondo alla Potente Regina delle Vittorie, a cui risponderà un coro di migliaia e di migliaia di fedeli prostrati sulla polvere. E se ogni volta Ella, Madre delle grazie, ha benedetto in quell'ora i figli suoi che la supplicarono quale Regina, spargendo copiosi i celesti favori; che cosa Ella non farà a mezzodì del 7 Ottobre, nella ricordanza solenne del suo primo ingresso nella Valle di Pompei, quando i popoli la ringrazieranno dei miracoli che ha prodigati al mondo per venticinque anni continui, e quando per la prima volta sarà entrata nella Casa dei Figli dei Carcerati, e per la prima volta, nella piazza convertita in Chiesa, avrà accolto i gemiti e le lacrime Supplichevoli del mondo intero.
                                                              (Autore: Bartolo Longo)
*La Supplica del mondo nella piazza dell'Ospizio dei Figli dei Carcerati

Sono presso le 11. L’ora segnata, e tanto aspettata, dalla Processione trionfale della Vergine di Pompei. Sull’ampia via Sacra la trionfale Processione si spiegò in tutta la sua magnificenza. Come la Santa Immagine toccò la terra su cui sorge l’Asilo della più grande carità verso la classe dell’infanzia più misera, si alzò un cantico, gentile, melodioso di voci argentine di fanciulli accompagnati da due concerti musicali.

Dall’orologio del Santuario giungono lenti e gravi i rintocchi del mezzogiorno.
È il momento solenne, il momento tanto aspettato e tanto invocato.
È l’ora del mondo. Un silenzio profondo invade la moltitudine. Si comincia le preghiera mondiale, la Supplica alla Vergine di Pompei. Le prime parole escono decise ma tremule dalle labbra della moltitudine. Il suono di quelle migliaia di voci rassomiglia al fremito delle onde dell’oceano poco prima della tempesta.
Molti, vinti da commozione inesprimibile, con la gola chiusa dai singulti, non possono parlare, e seguitano mentalmente la preghiera. E quando il sacro oratore pronunziò le ultime parole della Supplica: O Rosario benedetto di Maria… noi non ti lasceremo mai più; tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegna, delle migliaia di persone che gremivano il piano non una si mosse: tutti rimasero prostrati, assorti ancora nella preghiera, quasi rapiti dalla dolcissima estasi del momento.
(Autore: Bartolo Longo)
I Vescovi dell'Orbe alla trionfale processione dell'Immagine Pompeiana
 
La universalità del culto alla Vergine di Pompei è stata uno dei contrassegni divini per cui l'Opera pompeiana viene da tutto il mondo venerata ed amata come opera di Dio.
 
Questo fatto dell'universalità e dell'apostolicità del Santuario di Pompei è cominciato a dimostrarsi sin dall'inizio di questa opera santa.
 
Ventiquattro anni indietro non era ancora ben conosciuta in Napoli l'opera di un Tempio a Pompei, quando già avemmo le prime offerte dall'Inghilterra, per mezzo di Lady Herbert madre di Lord Pembroke; e dall'America per mezzo di un Missionario Cappuccino del Brasile, Padre Fra Salvatore Bressi.
 
Il fastigio del Santuario di Pompei è sembrato di anno in anno raggiungere il suo culmine pel corso di venticinque anni; ed ognuno ogni anno reputava che quella data festa segnasse l'apogeo delle glorie della Vergine del Rosario e dell'Opera qui sorta pei suoi miracoli. Ma invece è avvenuto un fatto, che ci fa annichilare per l'umiliazione, ogni volta che vi torniamo su col pensiero.
 
Nell'8 Maggio del 1876 era un Vescovo, il capo della Diocesi di Nola, che poneva la prima pietra di quest' Opera divina, di quest'Opera che niuno allora prevedeva che sarebbe stata di ordine universale.
 
Undici anni appresso, cioè nell'8 Maggio 1887, si consacrava il primo altare di questo Tempio, divenuto oggi Santuario noto al mondo; ed alla incoronazione della già vecchia e sdrucita imagine del Rosario incedevano processionalmente tre illustri presuli successori degli apostoli: il Cardinal Monaco La Valletta, il medesimo Vescovo di Nola Monsignor Formisano, e Monsignor Bressi Vescovo di Bovino.
 
Il primo era mandato dal fianco del Papa a rappresentarlo nell'incoronazione di questa Immagine Prodigiosa; il secondo era il Capo di questa Diocesi, già eletto dai consigli dell'Eterno a consacrare la prima pietra di questo trono universale delle grazie; il terzo era quel frate missionario Cappuccino che aveva mandato le prime offerte dall'America, e rappresentava le nazioni straniere ai piedi della Vergine di Pompei.
 
Passarono altri quattro anni, e nel 7 Maggio 1891 si consacrava il Santuario di Pompei dedicato alla Regina del SS. Rosario. Pareva allora che le glorie di questo Santuario non potessero essere maggiori; giacché per trenta giorni consecutivi, quanto durarono le feste della dedicazione del Tempio, vennero qui a dire le lodi di questa Regina, ben trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali. Sicché la Vergine di Pompei in trenta giorni continui, dall'8 Maggio all'8 Giugno 1891, accolse nel suo seno trentatré degni successori degli Apostoli di Gesù Cristo.
 
Ma ora nel giorno solennissimo del Venticinquesimo anniversario dell'arrivo della Vergine in questa Valle abbandonata, nel giorno in cui si solennizzeranno insieme tutti i trionfi di questa potente Regina riportati pel corso mai non interrotto di Venticinque anni, la Valle di Pompei sarà ammirevole per uno spettacolo nuovo. Se nel 1891, trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali furono visti qui per trenta giorni di seguito; trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali si vedranno qui raccolti in una sola giornata, nella giornata imperitura del 7 Ottobre.
 
I figli della Vergine di Pompei venuti da ogni parte dell'Orbe a portare in trionfo la loro Madre, ammireranno una processione di Vescovi ammantati di bianco Piviale e con mitra preziosa in testa precedere la Sacra Immagine.
 
A gara questi eletti rappresentanti degli Apostoli di Cristo pel corso di tanti anni nelle loro Diocesi hanno introdotto la devozione e il culto alla Vergine di Pompei; ed ora con una nobile gara quasi tutti han risposto al nostro appello, e ci hanno inviati pel di solenne dell'Apoteosi di Nostra Signora i loro stendardi, i loro stemmi, e molti di essi di persona verranno ad onorarla nella solenne processione.
 
Già ci han risposto che verranno, mandando anche precedentemente i loro stendardi: l'Eminentissimo Cardinale Achille Manara Arcivescovo di Ancona; Mons. Renzullo Vescovo di Nola, l'eletto da Maria a successore del Primo Vescovo fondatore del Santuario di Pompei Mons. Formisano; l'Abate D. Benedetto Bonazzi della Badia di Cava dei Tirreni; Mons. Antonio M. Buglione Arcivescovo di Conza e Campagna; Mons. Giulio Vaccaro Arcivescovo di Bari; Mons. Valerio Laspro Arcivescovo di Salerno; Mons. Carmelo Pujia Vescovo di Anglona e Tursi; Mons. Gennaro Cosenza Vescovo di Caserta; Mons. Giulio Tommasi Vescovo di S. Angelo dei Lombardi; Mons. Michele Zezza dei Baroni di Zapponeta Vescovo di Pozzuoli; Mons. Luigi Del Forno Vescovo di Nocera dei Pagani; Mons. Michele De Iorio Vescovo di Castellammare di Stabia; Monsignor Serafino Angelini Vescovo di Avellino; Mons. Giovanni Vescia Vescovo di Policastro; Mons. Giuseppe Izzo Vescovo di Cava dei Tirreni; Mons. Francesco D'Albore Vescovo di Monopoli; Mons. Felice De Siena Vescovo di Caiazzo; Mons. Domenico Taccone Gallucci Vescovo di Nicotera e Tropea; Mons. Salvatore Palmieri Arcivescovo di Brindisi e Amministratore Perpetuo di Ostuni.
 
(Da: Il Rosario e la Nuova Pompei - Anno decimosettimo - 1900 - Autore: Bartolo Longo)

"Maggio 1901" L'Ora del Mondo

8 maggio 1901, martedì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco

L' 8 Maggio 1876 — L' 8 Maggio 1901 - Venticinque anni oggi si compiono da che io scriveva pure un programma. Era il primo, ed era, come questo che vo dettando, un programma d'invito: ma un invito ristretto soltanto ai napoletani, anzi a talune poche famiglie tra le più cospicue di quella città. Allora sarei stato dichiarato al tutto folle, come già fui reputato fantastico, se avessi detto che un giorno, e non del tutto lontano, il mio invito si sarebbe diffuso per l'Italia e per le nazioni straniere.
Era il 7 Maggio 1876, ed io, recandomi casa per casa, invitai quelle famiglie di signori napoletani che aveva potuto associarmi nel corso di tre mesi alla nuova e futura Opera Pompeiana. Li pregava che nel giorno seguente, 8 di Maggio, venissero ad assistere alla nostra umile festa religiosa, che avremmo celebrata in aperta campagna, per la sacra cerimonia l'andare di chi sa quanti anni, sarebbe stato per edificarsi sulla terra di Pompei pel bene spirituale di questi poveri contadini, i quali oltre ad una cadente e indecorosa ed insufficiente cappelluccia parrocchiale, non avevano un tetto sotto cui raccogliersi ad adorare il Signore.
A tanto erano limitate le nostre idee nello accingerci all'impresa, tanto circoscritte le nostre speranze.
E vennero qui circa trecento tra signori e dame napoletane in quel giorno ottavo di Maggio. E allo scoperto cielo, innanzi a una Croce piantata sulle smosse zolle coperte di erbe ancora bagnate dalla pioggia caduta la sera innanzi, ci prostrammo e adorammo il Signore. E qui, sotto la volta azzurra di limpido cielo, salutata dai raggi di un purissimo sole, rimpetto alla maestosa bellezza del Vesuvio che sotterrò col lapillo la città voluttuosa, in vista dell'Anfiteatro Pompeiano che ricorda ancora scene di sangue e di feroce voluttà pagana, venne consacrata e fu posta dal Pastore della Diocesi di Nola la prima pietra di questa Opera, che contro ogni previsione di uomo era prestabilita a divenire gigantesca, universale, divina, e apportatrice di Pace a tutta la terra. Quella prima pietra era collocata, per inscrutabile ordinamento celeste, a pietra angolare di un Santuario che in pochi anni sarebbe divenuto mondiale e Pontificio, e dove il concorso di tutti i popoli della terra avrebbe risposto ad un altro invito, a quello cioè che la Vergine Madre fa agli uomini tutti, per mezzo delle sue grazie per affratellarli insieme coi vincoli di carità e di pace.
Oh come è dolce il ricordare i primi giorni di questa fondazione! Le prime pietre per le fondazioni di questo tempio avemmo la fortuna di portarle noi sulle nostre spalle!...
A quelle ruvide pietre, a quegli scabri sassi, cavati da una preistorica lava vesuviana, quella medesima lava su cui fu fabbricata l'antica Pompei, seguirono i doni di oro, di argento e di gemme che giunsero qui da ogni lido, e che oggi adornano l'interno del Santuario e fanno brillare dei colori dell'iride il diadema e il regale manto della Regina delle Vittorie.
Oggi, al compiersi dei venticinque anni da quel giorno, incancellabile nella storia della civiltà e della Chiesa, lo ripeto per lo stesso giorno degli 8 Maggio quell'invito, ma con parole di sommo giubilo e con più alti intendimenti, e non a trecento anime elette di Napoli, sì invece a tutte le anime elette del globo:
— Fratelli e sorelle! noi siamo vicini ad offrire al Signore del Cielo la sua Casa che gli abbiamo fabbricata sulla terra. Che onore per gli uomini edificare sul luogo dell'esilio la Casa ove Iddio abita con essi, e dove il Re celeste conversa con le sue creature, ne riceve le suppliche, ne asciuga le lagrime, conforta i cuori col perdono e la pace, gl'invita alla sua mensa, e col Pane della Vita li conforta ad aprirsi la via del cielo. Venite adunque, adorate ed esultate nel Signore.
Quaranta giorni ancora ci separano da quel dì; e il mondo, che converrà in quel giorno a Pompei, vedrà questa Casa dell’Altissimo, questa Reggia della Regina delle Vittorie sfolgorante di tutte le perfezioni, illuminata dal radioso sole di Maggio del primo anno del Secolo Ventesimo, Anno Giubilare del Santuario Pompeiano.
Sì, il mondo sarà in quel giorno a Pompei, e vi sarà coi sospiri, coi voti di milioni e milioni di cuori, e con i rappresentanti di tutti i popoli della terra; e stupirà e si rallegrerà insieme alla vista del Monumento glorioso che porterà ai secoli venturi la memoria e l'attestato indelebile e imperituro della nostra Fede, della nostra Carità.
Questo Santuario non gigantesco per mole, ma a ragione della sua importanza storica, religiosa ed artistica, e per essere stato edificato col concorso del Mondo, e perché tutta la terra lo riguarda come il suo faro di luce nelle burrasche tenebrose della vita e ad esso ricorre, ben può dirsi che sovrasta come gigante a tutti gli altri monumenti contemporanei. Esso è la più solenne protesta contro i deliri della corruzione e i sofismi della miscredenza, del materialismo, per cui il secolo Decimonono pareva irrevocabilmente condannato a morire nell'indifferentismo e nella negazione di Dio.
Esso ha tratto a sé il mondo, scotendolo con benefico ridestamento alla Fede e alla Carità, irraggiando iride di pace nei cuori presso a disperare, e infondendo coraggio nelle anime abbattute e trepidanti.
Ed esso ha sollevato l'Arte, rimettendola sulla vera e naturale sua via, di glorificare il Cielo; poichè nel Santuario Pompeiano l'Architettura, la Musica, la Pittura, la Scultura hanno trovato un regale asilo, da cui si sono potute mostrare quali esse sono; cioè le divine confortatrici dell'uomo, le ispiratrici dei più nobili, puri e soavi sentimenti dell'animo.
Ma ciò non è tutto. Quest'Opera, dopo venticinque anni della sua prima origine, manda oggi nuovi e letificanti splendori sulla civiltà e sulla Chiesa.

                                 

(Autore: B.L.)

"Ottobre 1901" L'Ora del Mondo


Presiede Sua Eminenza xxx

(x)
x
Sua

"Maggio 1902" L'Ora del Mondo


Presiede Sua Eminenza xxx

(x)
x
Sua

"Ottobre 1902" L'Ora del Mondo


Presiede Sua Eminenza xxx

(x)
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Sua

"Maggio 1903" L'Ora del Mondo


Presiede Sua Eminenza xxx

(x)
x
Sua

"Ottobre 1903" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1904" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"

"Ottobre 1904" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


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"Ottobre 1906" L'Ora del Mondo
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"Quel giorno a Pompei"


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"Ottobre 1908" L'Ora del Mondo
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